Sono felicissima che il mio lavoro “Mi chiamavo Kocijančič” sia parte di Nóstos, un progetto di fanzine curato da Diambra Mariani.
“Tornare non è mai un gesto neutro, perché implica la necessità di misurare uno scarto: quello tra chi eravamo e non siamo più, tra i nostri ricordi e la forma del presente, tra ciò che cercavamo e ciò che è andato perduto.
I luoghi che lasciamo, ma anche quelli nei quali non abbiamo mai vissuto e che per qualche ragione fanno parte di noi, sono carichi di significato almeno quanto gli spazi che abitiamo nel quotidiano.
Alle volte lo sono ancora di più; alle volte ci danno l’illusione di viaggiare nel tempo. (…)
Questa collana nasce con l’intento di riunire il lavoro di quattro autori che si sono interrogati sullo stesso tema, quello del ritorno: Nóstos, dal greco νόστος. Sfogliare queste pagine è un po’ come riaprire una vecchia casa, quando, spalancando le persiane, si lascia che la luce riveli cosa è rimasto intatto, di quei luoghi e di noi.” (dalla postfazione di Diambra)
“È la distanza dalle proprie radici, il tema su cui si interroga Elisabetta Cociani, che descrive una sorta di esilio da un passato di cui non ha memoria diretta. Nella sua ricerca sulle proprie origini istriane percepiamo un legame con un territorio che non passa per l’esperienza, ma piuttosto per un’intuizione capace di trasformare una terra di confine in una geografia familiare. È appena suggerita, nell’eleganza dei suoi ritratti e dei suoi paesaggi, una ricerca identitaria che si riannoda al filo della memoria paterna. ” Diambra Mariani
Un grazie speciale ai miei splendidi compagni di viaggio Cristina Armeni, Rosapia Rosapia Araneo e Gianni Murzi.
Un grazie immenso a Diambra Mariani che con grande generosità ci ha guidati in questa bellissima avventura.
Ringrazio di cuore Alessandro Ciccarelli che ha curato il design con grande professionalità.
La mia fanzine è la #16 di Monkeyphoto, evviva!










